il Territorio


La città

Ravenna è uno scrigno d’arte di storia e di cultura.

Città dalle antiche origini con un passato glorioso di tre volte capitale.

La magnificenza di quel periodo ha lasciato a Ravenna una grande eredità di monumenti: nelle basiliche e nei battisteri della città si conserva il più ricco patrimonio di mosaici risalenti al V e al VI secolo. L’arte del mosaico non è nata qui, ma a Ravenna ha trovato la sua più ampia espressione: qui è nata l’iconologia cristiana, un misto di simbolismo e realismo, di influenze romane e bizantine.

Ben otto gli edifici che nel 1996 sono stati dichiarati dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’ Umanità”.

Passeggiando tra le torri campanarie, le chiese, le basiliche ed i chiostri monastici, nel sinuoso andamento delle strade del centro, ancora oggi si legge il suo passato di città lagunare. La presenza dell’acqua nei canali che la traversavano, chiusi durante la dominazione veneziana sul finire del ‘400 hanno contribuito a rafforzare l’assetto distributivo originario di città vera e propria che vede il suo centro, oggi come allora,  nell’elegante spazio della piazza maggiore, oggi Piazza del Popolo.

Centro politico, culturale dell’Occidente per la posizione strategica ma non solo, la città offre importanti testimonianze anche di epoche più recenti: a Ravenna si passa infatti dal romanico al gotico, dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara al Barocco dell’abside di S. Apollinare Nuovo, dall’ambientazione di una delle più splendide novelle del Boccaccio ai palazzi che videro gli amori di Lord Byron, da Gustav Klimt che ne trasse ispirazione manifestamente, ad Hemann Hesse che la visitò dedicandovi alcuni versi.

E’ inoltre la città che accolse Dante Alighieri dall’esilio e che ne serba le spoglie mantenendo tutt’oggi viva la memoria del sommo poeta con importanti manifestazioni culturali.

Ravenna romana, gota, bizantina, ma anche medioevale, veneziana e infine contemporanea, civile e ospitale, ricca di eventi culturali e manifestazioni di prestigio internazionale che la proiettano verso il futuro.

Quando, nell’ora del tramonto,
si ritorna dal mare per il canale navigabile verso Ravenna,
davanti ai nostri occhi si apre uno spettacolo grandioso.
Il canale è lungo undici chilometri.
Vi sboccano le piallasse e quelle larghe vene senza rive d’un turchino intensissimo
che alimentano il porto.
A sinistra gli stazzi, vecchi pini sparsi rinfiancati da una nuova genitura fiorente;
dall’altra parte la massa della pineta di San Vitale,
coi tronchi purpurei incendiati dal sole: laggiù in fondo
oltre la darsena, Ravenna
che innalza le sue torri campanarie da cui giunge la voce della preghiera.
Il paesaggio sembra la fine di un mondo, ed è invece una rinascita.
Così la città è piena di fati e piena d’aspettazione.

Santi Muratori


IL TERRITORIO

La campagna

Raggiungibile attraverso una efficiente rete di collegamenti, Ravenna, situata lungo la costa romagnola, offre una notevole varietà di paesaggi come ampie campagne coltivate, valli e canali fiancheggiati da caratteristiche reti da pesca, pinete secolari, spiagge sabbiose, mare pulito.

L’idrografia della zona è complessa e dovuta al fatto che il territorio costiero della pianura padana è il risultato di continue bonifiche avvenute nel corso dei secoli di quella che in tempi remoti era un’enorme laguna che formava un tutt’uno con quelle di Grado, Marano, Venezia e le vicinissime Valli di Comacchio con cui il territorio confina.

Passando nell’entroterra il territorio assume caratteristiche sempre più padane ed il territorio è sfruttato prevalentemente ad uso agricolo.

Il valore della produzione agricola provinciale proviene dal comparto frutticolo, viticolo, cerealicolo e zootecnico le cui imprese insistono su circa  117000 ettari di superficie agraria utile.  La campagna è coltivata a frutta nelle zone pianeggianti sulla costa, mentre nelle zone dell’entroterra assumono particolare rilevanza le coltivazioni di vitigni autoctoni locali che hanno assunto negli anni sempre maggior rilievo in termini qualitativi.

IL CLIMA

Il clima della provincia tende ad essere continentale nelle aree interne, mentre lungo la costa vi è un’influenza marittima con alti tassi di umidità relativa.

L’inverno è generalmente freddo, talvolta rigido con presenza di nebbia persistente dovuta a inversione termica; durante le irruzioni di aria polare pilotate dai venti di bora sono possibili fenomeni nevosi.  La primavera e l’autunno sono particolarmente miti, a tratti anche moderatamente piovosi. L’estate è generalmente calda e afosa, con leggera brezza lungo la costa.

Noi, che vi nascemmo e viviamo, che siamo in lei
Com’essa è in noi, che siamo, permettete, il
Suo silenzio e la sua voce, noi la sentiamo, Ravenna,
con una più intima e sottile vibrazione d’amore,
e con una sempre più accesa curiosità ne
indaghiamo il segreto.

Santi Muratori